Vecchia Radice

radice

Vecchia Radice
Immobile osservi la prepotenza che ti circonda 
Raggi che non bruciano
Sale che non corrode 
Vento inadeguato
Corteccia ruvida 
Colori scuri 
Non attiri la curiosità di insetti golosi
Rude e solitaria osservi senza volgere lo sguardo e prendi il meglio di ciò che ti circonda 
Vecchia Radice
Beata esistenza di chi vive per gli altri
Nutri, sorreggi e proteggi 
Nulla chiedi
Né permessi, né ringraziamenti 
Se esistesse riconoscenza, questa basterebbe 
Ma non esiste
Né la desideri 
Vecchia radice 
Se potessi donarti qualcosa di umano 
di Dolcezza ti doterei 
Solo tanta Dolcezza
Che farebbe di te la cosa più simile
a un Padre o una Madre. 
Se tu lo volessi 
In cambio ti chiederei l'incuranza del tempo che non ti scalfisce 
Tempo impietoso che tolse anzitempo la mia di Radice.
AC
Gen 31, 2017 - penzieri der cassisa    No Comments

10 cose che CI rovinano la colazione mattutina al BAR

toto-peppino-al bar

Son tante le cose che non sopporto ma tante di queste mi appaiono evidenti soprattutto la mattina al Bar, quando alzato da dieci minuti ti appresti a berti il tuo caffè accompagnato da una bella pastina calda che dovranno oltre che svegliarti, tenere a freno il tuo stomaco fino a ora di pranzo.

Se non avete il Vostro Bar abituale e la mattina vi fermate dove e quando capita, tutto assume un significato relativo e in genere si fa meno caso alle cose che invece divengono insopportabili frequentando sempre il solito Bar ogni mattina prima di iniziare la giornata.

L’ideale per me, che appena sveglio richiedo poche chiacchiere, sarebbe il Bar deserto con barista gentile e sorridente (maschio o femmina è indifferente a quest’ora) che non necessariamente senta la necessità di intavolare una, seppur piacevole, chiacchierata. Essendo questo desiderio forse un po’ troppo pretenzioso, ecco ciò che di mattinata al Bar è capace di rovinarmi in partenza la giornata :

  1. il/la barista scazzato/a. #staiacasasenonhaivoglia
  2. il/la barista che ti dice, dopo dieci minuti che ha aperto, quanto è stanco/a. #haidaridirlo
  3. la barista che mentre aspetti che ti faccia il caffè intanto finisce il discorso fondamentale per l’umanità riguardante la carriera scolastica del/della figlio/a di sei anni, o che si intrattiene al telefono con la madre impartendole istruzioni sulle questioni riguardanti il/la figlio/a a lei appioppata con grande sacrificio ma con immenso beneficio … e intanto il caffè non te lo fa. #questioniprivatedicuinoncenefregauncazzo
  4. il barista supersimpatico che oltre ad esibirsi nel suo quotidiano campionario di battute, pretende di coinvolgere il suo pubblico ottenendo, nel mio caso, una smorfia tra il sorriso e il “manonrompermiilcazzo”. #vaiazelig
  5. le paste fredde, le pizzette imbalsamate, tramezzini color giallosenape, focacce morbide come il croccante alle mandorle oppure il caffè tiepido o il cappuccino con la schiuma simile a quella che appare al mare del Calambrone in una giornata di scirocco appiccicoso. #cambiamestiere #comelabirracalda
  6. il cliente che si piazza al tavolino, con un caffè senza pezzo dolce, sequestrando il giornale e non alzandosi fino a quando non ha finito di leggere anche le inserzioni economiche. Grande classico. #frugatimisero
  7. la “confraternita delle mamme stanche” che dopo aver portato a scuola i figli proseguono le profondissime discussioni, iniziate fuori dalla scuola, al bar invadendo bancone, tavoli e tavolini fino alle 10 circa, ora in cui trafelate scappano perchè “hanno da fare”. #Bonpervoi
  8. il cliente servizievole che finito di fare colazione ti chiede “permesso” mentre sei al bancone che assapori il cappuccino, per restituire tazza e piattino usati, lasciandoteli sotto il naso. #operebuone
  9. il barista che a Pisa esibisce fiero la sciarpa della Juve appesa sulla mensola dei liquori. Quella viola in genere la tengono nascosta per ovvi motivi di incolumità fisica. #apisac’èsoloilpisa
  10. il cliente che ti passa avanti mentre aspetti di ordinare il tuo agognato pezzo dolce che se poi lo guardi male ti domanda sorpreso : “ah scusa, c’eri prima te ?”. No, ero qui incantato a guardare le paste preso dalla Sindrome di Stendhal. #prendiilnumero #failafilacaata

    Fuori graduatoria
    , per l’ovvietà dei motivi, i Bar in cui c’è carenza di pulizia del locale o dei gestori stessi, la freschezza o meno della roba o il tipo di frequentazioni che dioteleraccomando.

    Ho frequentato abitualmente e cambiato in vita mia tanti Bar.
    Mi affeziono facilmente, mi sdubbio ancora prima. Adoro i Bar-Pasticceria dove la qualità delle paste mi fa soprassedere spesso a molti dei punti di cui sopra.
    Ottimo il Bar dove si parla del Pisa, attaccate ci sono le sciarpe nerazzurre, il caffè è buono, le paste fresche. Poo casino, zero mamme, barista simpatìò (ma è un mìo amìo, ‘un vale) e barista pure, oltre che tifosa del Pisa. Si pòle comprà il giornale e nientepopodimenoche fare il biglietto della partita.
    Cosa si vòle di più ? #grandeClaudio

Gen 26, 2017 - penzieri der cassisa, sfoghi    2 Comments

Come uscire da Facebook senza traumi

facebook addio 25.01.17

25 Gennaio 2016, una data da ricordare.

Una di quelle date da inserire immediatamente nella sezione “avvenimenti importanti di Facebook” insieme a date di fidanzamento, matrimoni, decessi di parenti o animali domestici, assunzioni in aziende importanti o alla nascita di un figlio. Insomma, il mio 25 gennaio 2017 entrerebbe di diritto nel calderone delle date da ricordare come quella data in cui son sortito da Facebook !

Porca miseria ! O come faccio adesso ad aggiornare la mia lista di avvenimenti importanti su Facebook se ne sono uscito ? Problemone eh ?

Eh si, perché ormai non ce ne rendiamo conto ma la rete, i social network, e Facebook in particolare, scandiscono ora per ora le nostre giornate così che quando ci accade qualsiasi tipo di cosa, da quella importante a quella di poco conto, il primissimo pensiero che ci balena in testa è quello di condividere subito su Facebook. Ancora prima di telefonare a casa e dare la bella notizia magari a chi l’ha sofferta e attesa quanto te, insieme a te, no, provvediamo a scriverlo, postarlo immediatamente su Facebook.

Tutto ciò non mi piace. Non facevo parte di questo genere di persone. Non condividevo qualsiasi cosa prima ancora di avere abbracciato mia moglie, fatto i complimenti a mio figlio o pianto insieme a mia madre, però non mi sentivo più a mio agio in una rete virtuale così coinvolgente ma lontana dal mio modo di essere.

Intendiamoci, non sono qui a fare lo scandalizzato, l’asociale o lo snob che si ritiene superiore a chi ragiona in maniera differente da me, ma il punto è proprio questo : ragiono in maniera differente e giusta o sbagliata che sia è la mia, quindi ho deciso di dire basta ed uscire da questo carrozzone luccicante ma sempre più vuoto.

Ho usato moltissimo Facebook. Ne facevo parte da quasi dieci anni e ho impiegato tutto questo tempo nella speranza potesse dare sfogo al mio irrefrenabile desiderio di conoscere, scrivere, discutere col mondo e annotare le reazioni della gente. Ho scritto note, pensieri, poesie (la maggior parte delle quali presenti, nelle varie categorie, in questo blog, il mio primo amore mai abbandonato), giocato con immagini e pubblicizzato mie pubblicazioni oltre che condiviso miei articoli, sportivi e non, che girano per la rete in diversi siti. Ma alla fine della fiera poco o nulla mi è tornato indietro.

Mi sono tristemente reso conto che parallelamente al desiderio irrefrenabile di pubblicare e condividere qualsiasi cosa ci sia uno speculare disinteresse totale nei confronti di ciò che pubblichi da parte di chi lo dovrebbe cogliere, secondo te, con il tuo eguale entusiasmo.

Certo, nel mucchio c’è anche chi legge con interesse ciò che proponi, chi scambia volentieri idee e opinioni con il tuo punto di vista e anche chi li aspetta come quasi un piacevole appuntamento fisso, ma nel tempo tutto si affievolisce e dalla curiosità, l’apprezzamento e lo stimolo positivo, si passa alla noia, indifferenza e spesso anche fastidio.
Questo è ciò che io ho piano piano sempre più percepito.
In parole povere alla gente non gliene frega un cazzo di ciò che con entusiasmo scrivi e se poi ciò che fai (non è il mio caso, sarei presuntuoso) lo fai bene, allora al disinteresse si aggiunge un pelo di invidia che non manca mai.
Dal desiderio di condividere si è passati velocemente al desiderio di farlo “prima di tutti“. I consensi derivano più da chi fa parte del tuo giro (se fai parte di un giro) e se ne sei fuori, resti fuori. Nessuno si compromette nemmeno con un “like” se ciò può far storcere il naso al resto della cerchia. [LEGGI QUI per il mio pensiero in  fatto di “giri giusti”].

Per non parlare della presunta pubblicità che dice essere in grado di portare Facebook alla tua attività lavorativa. Tutto collegato al discorso della cerchia di cui sopra con un pizzico della solita invidia. Se vuoi pubblicizzare il tuo lavoro o le tue opere d’arte su Facebook vai poco lontano. La gente è strana ed è più facile trovare consensi tra chi non conosce troppe cose private di te e apprezza senza pregiudizi o influenze esterne le tue cose. E’ un dato di fatto.

E io non gradisco più. Se il confronto viene meno, se ciò che proponi non stimola più alcun dibattito sano ma al massimo scade nel becero etichettare, nella sterile polemica di superficie o nel rumoroso disinteresse di chi ha più fastidio del fatto che tu scriva piuttosto che di cosa tu scriva, allora la mia presenza su Facebook non ha più senso. Tanto vale, se non deve esserci contraddittorio, scrivere su un blog dove legge solo chi ne ha voglia, curiosità, e ne prova interesse, salvo poi, al termine della lettura, farsi una sua idea e decidere se in futuro varrà la pena leggere ancora o lasciar perdere. Mi sembra la miglior cosa. In un blog, anche se gradito, non si sente la necessità di commentare o cliccare sul semplicissimo e poco compromettente “mi piace” e quando giunge il commento fa ancora più piacere, perché raro.

La misura era colma e dopo tanto tempo dedicato con piacere a condividere le mie cose, ieri, 25 Gennaio 2017, sono uscito da Facebook.
Ho disattivato l’account, non esisto più, salvo la possibilità, se mai ne sentirò il bisogno in futuro, di rientrare riattivando il mio profilo. Possibilità che mi sento di escludere già da oggi, dato che solo dopo un giorno mi sento estremamente soddisfatto per quella che appare una decisione di poco conto ma che invece, proprio perchè il 90% delle persone non trova il coraggio di farlo, di poco conto non è.
Mi lascio la possibilità di rientrare principalmente per un motivo : per entrare ed eliminare definitivamente e irrevocabilmente il mio profilo.

Da oggi ricomincio a scrivere qua sopra con più costanza ma con la certezza che chi è arrivato a leggere fino in fondo, anche fossero due sole persone, lo hanno fatto perché sinceramente interessati. E se vorranno lasciare un commento per me avrà un sapore più dolce del “mi piace” che riscuotevo.

Ahhh beneeee

Gen 16, 2017 - Ricette Bòne    No Comments

Chiocciole alla toscana

Questa ricetta mi ricorda il mì povero babbo che delle chiocciole andava ghiotto ma siccome mì mà ‘un gliele faceva spesso, quando se le trovava davanti sur piatto si leccava anche i diti.

Anche a me piacevano parecchio così quando era stagione, nelle giornate umide o piovose io chiappavo li stivali e andavo a fa’ chiocciole. Quando tornavo a casa còlla busta piena di vèlle ‘orna appicciòse mì pa’ andava di fòri dalla gioia. Io passavo ir sacchetto a lui, tutto orgoglioso d’avenne fatte ‘osì tante e lui pensava alla seònda fase, vèlla di spurgalle ammodìno !
Mì mà ‘un faceva i sarti di gioia perchè le chiocciole son tanto bòne ma vi possano davvero meraviglià da quanto caano.

Prima di tutto, quindi, vanno fatte spurga’ per benino per quarche giorno. Le mettete in un contenitore dove passi l’aria ma ‘un possano sortì, e ce le lasciate bòne bòne. Una vòrta ar giorno ni date una ripulita e vedete che piano piano dopo tre o quattro giorni ‘un ci trovate più nulla. Vòr dì’ che hanno spurgato bene bene e son pronte per esse’ cucinate !

Ho imparato a falle come le faceva mì mà che l’aveva imparato dalla mì nonna e oggi ho un solo grosso rimpianto : che mì pà un c’è più perchè c’avrei penzato io a fagliene mangià vante n’avrebbe voluto.

Cosa serve (dose per quattro perzòne) :

  1. Le Chiocciole (senza vèlle è un casino), un’ottantina grossotte e spurgate per benino
  2. Pomodori Pelati, gr.400
  3. L’odori (cipolla, carota, sedano ma a me mi garba parecchio anche lo scalogno ar posto della cipolla … fate voi)
  4. Nepitella o mentuccia sono ir suo, ma se ‘un ce l’avete viene bòno uguale
  5. 1 bicchiere di vino rosso (più è bòno ir vino e meglio è)
  6. 1 bicchiere di brodo (ir brodo fatelo ‘ome vi pare. Còr dado viene perfetto)
  7. Olio d’oliva
  8. Sale e Pepe
  9. 4 fette di pane che servano alla fine, belle abbrustolite e, se vi garba, anche strusciate ‘oll’aglio

Come si ‘ucinano le chiocciole :

In un bèr tegame fondo, che c’entrino bene le chiocciole e tutto ir su ‘ondimento, ci stioccate 6 cucchiai d’olio e un battutino fine con tutti l’odori. Fate appassire còr foo e poi ci aggiungete i pomodori, salate e pepate senza esagerare e lasciate sur fornello per una ventina di menuti.

Dopo venti minuti, aggiungete ir meglio, le chiocciole, insieme ar vino e ar brodo.

Fate cuocere lentamente per un paio d’ore di modo che ir sugo s’addenzi e le chiocciole còciano come si deve prendendo tutti i sapori di vèr ben di Dio ner quale notano.

Dopo dù ore siete pronti, la fame è quella giusta e l’odori che sortano da quer tegame levano di sentimento. Disponete le fette di pane sur piatto e occhio a ‘un mangiavvi anche i diti.

Una bella boccia di rosso toscano in tavola e bònappetito.

 
chiocciole alla maremmana

Gen 6, 2017 - penzieri der cassisa    No Comments

Girotondo di Pinocchi

girotondo-di-pinocchi

è tutta una questione di giri giusti
se sei nel giro giusto giri anche te
se non ne fai parte, stai fuori a guardare la ruota che gira
in tutti i campi
a tutte le età
son piccole e grandi corporazioni
si parla con chi ne fa parte
piace solo ciò che piace alla combriccola
ci si guarda bene dallo sbilanciarsi con chi è fuori dal girotondo
almeno pubblicamente
a me il girotondo non è mai piaciuto
fa girare la testa
fa vedere il mondo da un punto di vista ristretto e sfocato
girate voi e mi raccomando, tenetevi stretti stretti per mano
io me ne sto fieramente fuori
a confrontarmi con chi lo fa schiettamente
preferisco andare dritto senza giramenti di testa
senza girare in tondo
che poi mi girino i coglioni quella è un’altra storia.

#girogirotondocascailmondo #tuttigiùperterra

Gen 3, 2017 - Rime Pisane, sport    No Comments

Benvenuto 2017 ! Ci Siamo anche Noi !

benvenuto-2017-tuttopisa-cassisa

Benvenuto ar nòvo anno
che ci coglie strapazzati
dopo ave’ sfiorato ir danno
a buo ci siam riarzàti.

Già godevano a Livorno
sartellavano a Firenze
mentre a Foggia è da quer giorno
che s’arrovellan le ‘oscienze.

N’è passati di ciaccioni
lingua lunga e fatti zero
ma io penzo ‘e con Petroni
si sia visto ir buio più nero.

Un po’ di godimento
per la promozione in B
ma poi tanto patimento
per paura di spari’.

C’è voluto tutto un girone
per levassèlo di torno
e la penalizzazione
come riòrdo di ‘ontorno.

Ora Pisa è liberata
c’è la sosta e ‘r mercato
e margrado vèlla caata
tiferemo a perdifiato.

Lo diceva anche Zazzaroni
canaccio delle berve
forza, sorti da ‘oglioni
la zavorra ‘un ci serve !

Riposiamoci ‘on la sosta
che la lotta è stata dura
du’ cerotti e una supposta
ora ir Pisa è sotto ‘ura.

Ma ir 21, maremma puttana,
all’Arèna saremo tutti stretti
asfartiamo la Ternana
che piangeva ‘ome i bimbetti.

Forza Corrado, penzaci te !
Conquistiamo la sarvèzza !
Tutti a Pisa sanno che
con Rino è una certezza !

[Antonio Cassisa, da TuttoPisa ]

Natale per Ricchi !

natale per ricchi 2016

Gente allegra ch’è Natale,
con tutte le su’ belle ‘osìne,
sorridete a chi vi vòr male
fate l’arbero ‘on tante lucine.

‘Un badate ar portafoglio
e spendete a più non posso,
musi lunghi ‘un ne voglio
apparecchiate tutto di rosso.

‘Un c’è spazio per la tristezza,
fate ‘ontenti grandi e piccini,
ostentate la ricchezza,
‘un c’è spazio per chi ‘un ha quarini !

AC

e per non dimenticare :
gli Auguri di Natale 2015
le riflessioni natalizie 2015
gli Auguri di Natale 2014
le riflessioni natalizie 2013
e gli Auguri di Natale 2010

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